Come aumentare il traffico di un e-commerce: 10 strategie
Perché il traffico (giusto) è il tuo primo KPI
Aumentare le conversioni di un e-commerce parte dall’aumento del traffico qualificato: più persone in target visitano il tuo store, più opportunità hai di generare lead, costruire fiducia e convertire. Non si tratta solo di “portare gente sul sito”, ma di intercettare utenti con reale intento d’acquisto, in grado di migliorare il tasso di conversione e il ROI delle attività marketing. Il traffico è quindi il moltiplicatore che alimenta l’intero funnel: impression → clic → sessioni → carrelli → ordini.
Definisci la tua strategia: breve vs lungo periodo
Prima di scegliere i canali, chiarisci tre aspetti:
Orizzonte temporale: vuoi risultati rapidi (paid) o compounding nel tempo (SEO, contenuti, email)?
Sforzo e competenze: quanto budget, tempo e risorse interne puoi allocare?
Stima del ritorno: valuta costi, traffico potenziale e obiettivi per canale. Non esiste una tattica “migliore in assoluto”: dipende da nicchia, customer journey e valore medio d’ordine. Testa, misura e rialloca.
SEO per e-commerce: posizionarsi dove nasce la domanda
La SEO per gli e-commerce ti permette di essere trovato quando gli utenti cercano prodotti come i tuoi.
Ricerca keyword & architettura: categorie, sottocategorie e schede prodotto mappate su ricerche transazionali e informazionali (“migliori X”, “X prezzo”, “come usare X”).
Contenuti che convertono: descrizioni uniche, benefit chiari, FAQ per abbattere obiezioni, markup Schema (Product, Review, FAQ) per arricchire gli snippet.
Ottimizzazione tecnica: velocità (Core Web Vitals), UX mobile, filtri indicizzabili con logica SEO, gestione canonical e paginazione, sitemap pulite.
Link building & digital PR: guest post, menzioni brand, risorse editoriali che attraggono link in modo naturale. La SEO è una leva compounding: cresce nel tempo e riduce il costo di acquisizione.
Google Ads e Shopping: intercetta l’intento caldo
La SEM mette il tuo prodotto davanti a chi lo sta cercando ora.
Search & Shopping: cattura la domanda con campagne per keyword transazionali e Product Listing Ads ottimizzando feed (titoli, attributi, immagini).
Rete Display e YouTube: utile per remarketing e copertura top-of-funnel.
Struttura per redditività: segmenta per margini, brand vs generic, priorità di campagne, bid su ROAS/POAS. Attenzione: piattaforma potente ma costosa se non governata con tracciamenti corretti e misurazione del valore.
Social a pagamento: creatività, targeting e dati di prima parte
Facebook & Instagram Ads
Perfetti per prospecting e retargeting.
Creatività native (video brevi, UGC, caroselli), hook forte nei primi secondi, proof sociale.
Segmentazione per interessi/behaviour + Custom e Lookalike da CRM, MA e visitatori.
Dynamic Ads per recuperare carrelli e prodotti visti.
Ideale per verticali visual (home decor, fashion, beauty, artigianato). I Pin sponsorizzati di Pinterest si integrano nel feed ispirazionale e convogliano traffico qualificato su schede prodotto e collezioni.
Email marketing e automazioni: il canale che stampa ROI
Segmentazione: per frequenza d’acquisto, valore cliente, categorie preferite, stage del ciclo di vita.
Contenuto: offerte personalizzate, cross-sell/upsell, recensioni, contenuti educativi che anticipano obiezioni. Integra i dati di prima parte per alimentare lookalike e remarketing cross-canale.
Content marketing: autorità e domanda informazionale
Apri (o ottimizza) il blogcon contenuti utili, non autoreferenziali:
Guide di acquisto, confronti, “come scegliere”, tutorial d’uso, storie del brand.
Pillar page + cluster per coprire topic strategici e scalare keyword a coda lunga.
Video educational e reel per social e YouTube: intrattenimento funzionale alla conversione. I contenuti migliorano posizionamento, generano traffico organico e nutrono l’email marketing.
Influencer, UGC e collaborazioni editoriali
Influencer marketing: scegli creator affini per audience e tono, definisci obiettivi (codici sconto, traffico, lead), traccia con UTM e landing dedicate.
UGC autentico: recensioni, unboxing, “how-to” dall’angolo del cliente; performa benissimo in ads.
Guest post & PR: articoli su blog e magazine di settore per backlink e discoverability.
Giveaway, referral e programmi fedeltà: traffico che invita traffico
Giveaway: raccolgono audience e indirizzano volumi veloci su pagine chiave; prevedi sempre una seconda offerta per capitalizzare dopo il picco.
Referral marketing: premia chi invita e chi viene invitato (sconto, credito store). Il passaparola digitale porta utenti con alta propensione alla conversione.
CRO continuo: A/B test su titoli, CTA, gallery, layout; heatmap e session recording per capire frizioni reali.
Misurazione: senza dati è solo un’opinione
Imposta tracciamenti server-side dove possibile, eventi chiari per view item, add to cart, checkout step, acquisto. Monitora:
CAC, ROAS/POAS, tasso di conversione, valore medio ordine, LTV.
Traffico per canale e qualità (bounce, pagine/sessione, tempo, revenue).
Cohort e ripetizione d’acquisto per capire quali campagne costruiscono valore nel tempo. I dati guidano la riallocazione del budget: investi di più su ciò che produce margine, non solo clic.
Roadmap operativa in 6 mosse
Audit: SEO tecnico, analytics, velocità, tracciamenti.
Paid sempre-on: Search/Shopping per catturare domanda + remarketing dinamico.
Automazioni email: welcome, carrello, post-acquisto, win-back con segmenti LTV.
Content & UGC: calendario editoriale, raccolta recensioni, 3 video UGC/mese per ads.
CRO: due A/B test al mese su PDP e checkout; obiettivo +X% conversion rate.
Conclusione: traffico che conta, risultati che restano
La crescita sostenibile di un e-commerce nasce da un mix bilanciato di SEO, advertising, email e contenuti, orchestrati su una UX veloce e persuasiva. Non esiste una ricetta unica: serve una strategia personalizzata, test continui e una cultura data-driven. Concentrati sul traffico qualificato, presidia ogni fase del funnel e trasforma ogni visita in un’opportunità reale di vendita e fidelizzazione.
I miei genitori mi hanno dato il nome di una pianta: Erika, con la «K» all’inglese per rendermi più internazionale; peccato, però, che non abbia ancora visitato il mondo e non me ne intenda di botanica. Mi piace viaggiare, anche troppo con la mente, scoprire cose nuove e produrre contenuti testuali e visivi. Già, non è un caso che mi sia laureata in Comunicazione Digitale e sia una Content Marketing Specialist.
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